31) Winnicott. Oggetti e fenomeni transizionali .
Donald W. Winnicott (Playmouth 1896-Londra 1971) in questo saggio
illustra l'importante funzione che svolgono nello sviluppo
psichico del bambino quei fenomeni e quegli oggetti (una coperta,
un pupazzo morbido, un fazzoletto) che il bambino tiene sempre con
s e di cui si serve per rappresentare l'unit con la madre, in
una fase di transizione - a partire dalla met del primo anno di
vita - che segna il passaggio dalla fusione con la madre alla
distinzione tra S e l'Altro da s, tra realt interna e realt
esterna. L'area transizionale costituisce un rifugio in cui il
bambino riesce a superare l'angoscia della separazione dalla madre
e tiene le due realt, interna ed esterna, separate e nello stesso
tempo in relazione tra loro. Alla dimensione transizionale  da
ricondurre, secondo Winnicott, anche l'origine del gioco, della
creativit, e in genere della cultura.
D. W. Winnicott, Dalla pediatria alla psicoanalisi.
E' ben noto come i bambini appena nati tendano ad usare il pugno,
il pollice e le altre dita per stimolare la zona erogena orale e
soddisfare gli istinti questa collegati, od anche in tranquilla
unione con essa. Sappiamo pure che, trascorsi alcuni mesi, ai
bambini di entrambi i sessi piace giocare con le bambole, e che la
maggior parte delle madri permettono ai loro figli di usare degli
oggetti speciali e di attaccarsi a questi in modo da non poterne
pi fare a meno. [...]

Il primo possesso.

Chi conosce da vicino gli interessi ed i problemi delle madri si
sar gi accorto della ricchissima variet di usi che i neonati
comunemente fanno del primo possesso non-me. Queste varie
modalit, essendo manifeste, possono essere osservate
direttamente.
Vi  un'ampia gamma da scoprire nelle attivit del neonato che
vanno dal succhiare il pugno fino all'attaccamento ad un orsetto,
ad una bambola o ad un giocattolo morbido o anche duro. [...].
Ho introdotto i termini oggetto transizionale e fenomeno
transizionale per designare l'area intermedia di esperienza tra
il pollice e l'orsacchiotto [...].
Questa definizione colloca il balbetto del neonato, od il
repertorio di canzoni e di motivi del bambino pi grande che si
accinge al sonno, nell'area intermedia come fenomeni
transizionali, insieme all'uso di oggetti che non fanno pi parte
del corpo del bambino ma non sono ancora pienamente riconosciuti
come appartenenti alla realt esterna [...].
Si tratta di un'area che non viene messa in causa poich non si
pretende nulla da essa se non che esista come rifugio per
l'individuo perpetuamente impegnato nel suo compito umano di
tenere le due realt, interna ed esterna, separate e pur tuttavia
in relazione l'una con l'altra [...].


Riassunto delle qualit speciali della relazione.

1. Il bambino acquisisce dei diritti sull'oggetto, e noi li
accettiamo. Ci nonostante, fin dall'inizio, esistono dei limiti
all'onnipotenza.
2. L'oggetto viene abbracciato affettuosamente cos come
fervidamente amato o mutilato.
3. Non deve mai cambiare a meno che non sia il bambino stesso a
farlo.
4. Deve sopravvivere all'amore cos come all'odio istintuale, e
all'aggressione pura se questo fosse il caso.
5. Deve tuttavia dare al bambino l'impressione di offrire calore,
di muoversi, di avere una struttura o di fare qualcosa che riveli
una propria vitalit e realt.
6. Viene da fuori secondo il nostro punto di vista, ma non cos
secondo il bambino. E non viene dal dentro; non 
un'allucinazione.
7. Il suo destino  di poter essere gradualmente disinvestito in
modo che, nel corso degli anni, non venga tanto dimenticato quanto
piuttosto relegato al limbo. [...] Non  dimenticato n pianto
come morto. Va semplicemente perdendo significato, e ci avviene
perch i fenomeni transizionali si sono sparsi, si sono
distribuiti su tutto il territorio intermedio [...] e cio su
tutto il campo culturale.
A questo punto il mio tema si allarga a quello del gioco, della
creativit e dell'apprezzamento artistico, del sentimento
religioso, del sogno come pure del feticismo, della bugia e del
furto, dell'origine e della perdita del sentimento affettuoso,
della droga, dei rituali ossessivi, eccetera


Rapporto tra oggetto transizionale e simbolismo.

E' vero che il pezzetto di coperta (o altro)  simbolico di un
oggetto parziale, come il seno. Ci che  importante tuttavia non
 il suo valore simbolico quanto la sua realt. Il suo non essere
il seno (o la madre)  altrettanto importante del fatto che esso
significa il seno (o la madre).
Quando usa il simbolismo, il bambino sa gi chiaramente
distinguere tra fantasia e fatto, oggetti interni ed oggetti
esterni, creativit primaria e percezione; ma il termine oggetto
transizionale, secondo la mia ipotesi, sottolinea il processo che
pone il bambino in grado di accettare le differenze e le
somiglianze. Credo sia utile un termine che indichi l'origine del
simbolismo nel tempo, un termine che descriva il viaggio del
bambino dalla pura soggettivit all'oggettivit; e mi sembra che
l'oggetto transizionale (pezzo di coperta, eccetera) sia ci che
noi vediamo di questo viaggio, di questo progresso verso
l'esperienza.
L. Dozza-I. Loiodice, 0-6 anni. Pedagogia e psicologia. Storia e
testi, Laterza, Bari, 1994, pagine 279-281.
